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livepaola: In diretta dal pianeta Paola: Libere? Sì, di venderci

  • sandromodarelli · 4 months ago
    è un momento a dir poco tetro per i Valori
  • todomodo · 4 months ago
    Sono assolutamente d'accordo, perbacco. E sono assolutamente d'accordo con le responsabilità delle famiglie e delle tv (delle tv degli ultimi 25 anni, basti pensare all'enorme differenza tra una Carrà e una ventura, per dire). Spazi di manovra? Che sennò rischio di essere più femminista io di una donna, e non è bene
  • Roberto Marsicano · 4 months ago
    Tu scrivi: "Viene perciò da chiedersi se questo sistema sia ritornato in auge".

    Ma sei sicura che sia mai tramontato?

    Non è che vedi il mondo attraverso la tua moralità ignorando alla grande quello che avviene intorno?

    Una ragazza di mia conoscenza, (educata da suore e preti), finita nella branch italiana di una multinazionale della consulenza, è rimasta stupefatta dagli scopi platealmente espressi di molte impiegate di bella presenza: incastrare un partner (non un manager, chè non guadagna abbastanza!), a qualsiasi costo e anche se già accasato.
  • LivePaola · 4 months ago
    Roberto, è un commento che hai già fatto a un altro mio post. Non so in che ambientino si sia trovata a lavorare la beneducata ragazza di tua conoscenza. Nella mia esperienza personale: ho lavorato per 12 anni nella branch italiana di una multinazionale della consulenza, e non solo non ho mai sentito fare questi discorsi (uno potrebbe dire: si facevano ma non di fronte a te), ma non ho neanche mai visto succedere quello che descrivi. Se fosse l'andazzo generale, almeno un caso di "successo" in 12 anni l'avrei dovuto vedere, no?
  • Roberto Marsicano · 4 months ago
    Non era la tua azienda, anche se comunque di grande nome, e per altro a Roma, città dove è normale non fare la fila, anche nella vita, non come a Milano, dove, anche dal pusher, ordinate file di supercar aspettano pazientemente nella sera il loro turno per lo sballo dopo il ballo.
    Può anche essere che tu non ne abbia esperienza perchè magari, dato il tuo ruolo e il tuo essere così pulita, non sei la prima persona cui qualche ragazzetta svelta vada a fare pettegolezzi e/o confidare certe aspirazioni.
    Ma la verità è che forse da te queste cose non sono mai successe, ed è naturale, perchè le aziende, come le persone, hanno una loro personalità e quindi cercano di arruolare chi può essere in sintonia con lo spirito aziendale e il suo grado di moralità.
    Quando lavoravo in banca, a metà anni 90, mi sono trovato tra i piedi i tuoi colleghi: carucci, gran portatori di grisaglie, grandi analisti, ma assolutamente incapaci di capire che, oltre quello descritto in un organigramma e nei manuali di procedure, le organizzazioni sono anche reticoli di collegamenti sotterranei, riservati, o del tutto segreti, e che certi incarichi di altissimo livello non si hanno solo per merito, ma anche per collegamenti non plateali, ma solo sussurrati, per cui si può assurgere a certi ruoli perchè si è sposata la nipote di un vescovo, perchè si è nella cordata socialista o perchè si concedono finanziamenti a chi non ha merito creditizio e nemmeno alcuno straccio di garanzia da offrire.
    Dovevi vederla la faccia del tuo collega davanti lo straparlare di un direttore centrale su una materia squisitamente tecnica, solo orecchiata e, per giunta, anche molto male.
    Una scena che non dimenticherò mai: lo sguarda smarrito dell'analista davanti ad un profluvio di castronerie.
    Il tuo stupore sul fatto che alcune donne si vendano, oggi, anche dopo anni di femminismo, ed anche in contesti di elevato livello, è uguale...uguale al quello del tuo collega, che non poteva credere che un tale figuro, incompetente ma molto raccomandato, potesse gestire la 35ma banca italiana e 600ma mondiale.
  • Gianni · 4 months ago
    Le donne, come categoria, secondo me sono corresponsabili della situazione in cui si trovano. Nessuno può opprimere o discriminare il 51% della popolazione senza la sua disponibilità. Per quel che riguarda gli scambi sessuali, nel mondo delle agenzie pubblicitarie, ho notato che i direttori creativi attiravano le donne come le mosche al miele. Inoltre spesso il titolare o il partner piu' importante dell'agenzia sposava in seconde nozze la sua segretaria o una stretta collaboratrice che, contemporaneamente, diventava il suo braccio destro occulto o palese. L'Italia inoltre è un paese particolarmente corrotto e dalla doppia morale. A parte qualche settore professionale molto innovativo (ad esempio il mondo di Internet nel suo primo decennio), purtroppo raccomandazioni e cordate sono la regola. L'Italia è un paese arretrato da molti punti di vista. Io ci ho messo anni per rendermene conto. Poi, nonostante la melma, è possibile anche in Italia trovare il proprio spazio senza fare troppi compromessi. Però in certi casi è particolarmente difficile.